Inquadramento
Contratto e deleghe di un temporary manager.
Sintesi
Il documento non serve a proteggersi. Serve a rendere chiaro il primo giorno chi decide cosa, senza dover chiedere.
Risposta diretta
Un temporary manager si inquadra di norma come professionista con partita IVA su contratto di prestazione d'opera, con procure specifiche e soglie di spesa. Quando serve potere di firma verso banche o fisco si aggiunge la nomina ad amministratore. Il documento definisce deleghe, reporting, riservatezza, preavviso e passaggio di consegne.
Le tre forme in uso
- Prestazione d'opera professionale: la più frequente, rapida da attivare, nessun costo di struttura.
- Nomina ad amministratore o consigliere delegato: quando il mandato richiede firma formale e poteri statutari.
- Contratto dirigenziale a termine: raro, usato quando la proprietà vuole il manager dentro l'organico per ragioni di percezione interna.
Cosa deve contenere il mandato
- Perimetro: funzioni presidiate e funzioni escluse, scritte per nome.
- Soglie: importo oltre il quale serve autorizzazione della proprietà.
- Persone: se il mandato include assunzioni e uscite nella prima linea.
- Reporting: destinatario, frequenza, metriche fisse.
- Riservatezza e non concorrenza, proporzionate alla durata reale.
- Durata, rinnovo, preavviso e contenuto del passaggio di consegne.
Errori che costano
- Deleghe generiche: il manager si blocca su ogni decisione e il mandato perde due mesi.
- Nomina formale senza copertura assicurativa concordata.
- Preavviso asimmetrico: crea sfiducia nella fase in cui serve fiducia operativa.
- Nessuna clausola di passaggio: il valore del mandato esce dalla porta con il manager.
Prosegui la ricerca
Punto di partenza
CEO ad interim in ItaliaL'operatore diretto: un senior con track record C-level, alternativa alla fee di head hunter.
Approfondimento
Come trovarloIl processo che porta alla firma.
Approfondimento
Come funziona il mandatoFasi, reporting, uscita.
Domande frequenti
Contratto: domande frequenti
Come si inquadra un temporary manager?
Nella pratica prevalente come professionista con partita IVA su contratto di prestazione d'opera, oppure come amministratore nominato dall'assemblea quando serve potere di firma. Il contratto a termine dirigenziale esiste ma è la forma meno usata.
Serve la nomina ad amministratore?
Solo se il mandato richiede firma verso banche, fisco o soci. Per un presidio operativo bastano procure specifiche con soglie. La nomina porta responsabilità formali che vanno valutate prima, non dopo.
Chi risponde se qualcosa va male?
Nei limiti del mandato scritto. Per questo il documento deve elencare cosa il manager può decidere e cosa resta alla proprietà. I mandati vaghi sono un problema per entrambe le parti, non solo per l'azienda.
Come si esce dal contratto?
Con un preavviso breve e simmetrico, in genere trenta giorni, più un passaggio di consegne descritto nel documento: documenti, contatti, stato dei dossier aperti. Nessuna penale.
Serve un CEO in questa poltrona. Subito.
