Settore
CEO ad interim per food e beverage.
Sintesi
Aziende della filiera italiana in passaggio generazionale, aggregazione o pressione sui prezzi delle materie prime. Un operatore senior con presidio del conto economico.
Risposta diretta
Nel food e beverage italiano il CEO ad interim entra tipicamente in un'azienda tra 40 e 300 milioni di ricavi durante un passaggio generazionale, un cambio di proprietà o una fase di ristrutturazione della filiera. Gestisce margine e circolante, negozia con la GDO, presidia sicurezza alimentare e audit, prepara la guida permanente. Retainer mensile tra 20.000 e 35.000 euro, mandato da 9 a 18 mesi.
Quando il food e beverage ha bisogno di un interim
- Fondo entra nel capitale e serve professionalizzare la governance.
- Ingresso o consolidamento in GDO estera con struttura commerciale da rifare.
- Pressione su materie prime (grano, cacao, olio, zucchero, energia) che erode i margini.
- Passaggio da produttore a marca, o riposizionamento premium.
- Consolidamento post-M&A tra due plant o due marchi.
Le tre priorità operative
- Margine lordo per SKU e per cliente. Chiudere i prodotti in perdita, rinegoziare i clienti che erodono il mix.
- Circolante e scorte. Ridurre giorni di magazzino, allineare i tempi di incasso ai contratti GDO, presidiare i pagamenti dei fornitori strategici.
- Filiera e sicurezza. Continuità degli audit, tracciabilità, gestione delle non conformità. Zero sorprese sulle certificazioni.
Perché il profilo internazionale conta
Il food italiano premium vende sempre più all'estero (US, DACH, UK, Nord Europa, Asia). Un CEO ad interim che parla inglese fluente comunica direttamente con importatori, distributori, retailer internazionali. Difende il posizionamento premium mentre la governance si stabilizza.
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Punto di partenza
CEO ad interim in ItaliaL'operatore diretto: un senior con track record C-level, alternativa alla fee di head hunter.
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Domande frequenti
Domande frequenti su interim food e beverage
Perché il food e beverage italiano ingaggia CEO ad interim?
Il settore è dominato da aziende familiari in passaggio generazionale e sempre più aggregato da fondi di private equity. Post-acquisizione, cambio di guida o crisi di margine sui prezzi delle materie prime sono i momenti in cui il vertice richiede un operatore esterno immediatamente disponibile.
Serve esperienza specifica food?
Aiuta se il mandato è produttivo (impianti, sicurezza alimentare, filiera). Se il mandato è commerciale o strategico (retail, private label, export, DTC) l'esperienza in beni di largo consumo comparabili è sufficiente. Il CEO ad interim non sostituisce il direttore di produzione: lo governa.
Come si gestisce un mandato food e beverage?
Presidio del margine lordo materia per materia, disciplina sul circolante (scorte, DSO retail), negoziazione annuale con GDO, presidio della sicurezza alimentare e degli audit di filiera. Il CEO ad interim coordina, decide, riporta al board.
Quanto dura un mandato food e beverage?
Da 9 a 18 mesi tipicamente. Meno di 9 mesi quando l'intervento è una pura transizione (uscita CEO, cambio proprietà). Fino a 18 quando accompagna il piano industriale o la ristrutturazione della filiera.
Serve un CEO in questa poltrona. Subito.
